Franciacorta, terapeuti e counselors

Spumante

Counselor

Un professionista con un albo statale viene trattato dalla legge e dagli acquirenti del suo servizio come un vino DOC. Comprando una bottiglia di Franciacorta siamo ragionevolmente tutelati nel fatto che un’ampia porzione dell’uva di cui il vino è fatto venga da una certa area geografica e che quell’uva è diventata vino attraverso un processo definito per legge (disciplinare). Il DOC ci garantisce che una bottiglia bevuta a Torino e una bevuta a Beijing, entro un paio d’anni dall’imbottigliamento, abbiano a grandi linee lo stesso sapore.

Un counselor non ha nessun DOC, deve essere sintetico nello spiegare in quale cantina l’hanno “fatto” e come la sua bottiglia è arrivata fin qui sana e salva. Due counselors usciti dalla stessa scuola di formazione hanno fin da subito maggior probabilità di avere sapori diversi. Due neo-terapeuti avranno, dopo qualche anno di lavoro sul campo, sapori altrettanto diversi.

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Un Commento

  1. nadia bruno
    Pubblicato 6 aprile 2010 alle 12:16 | Link Permanente

    non mi sento doc ma mi sento tanto tanto in fase d’imbottigliamento!
    2° anno ibtg e inizio il tirocinio in una scuola elementare questa settimana… :)

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