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Piergiulio Poli
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Perchè sedersi a meditare
Cosa ci si guadagna a stare seduti in silenzio per mezz’ora una volta al giorno, per molti mesi o molti anni? Da fuori sembra una cosa piuttosto noiosa. Una persona sta immobile e silenziosa, occupata in un’attività “mentale” di cui non ci comunica nulla mentre sta seduta.
Seduti si osserva con consapevolezza e senza giudizio tutto ciò che avviene dentro e fuori di noi nel momento presente: pensieri, sensazioni ed emozioni. La mente inizialmente si dibatte, non vuole stare ferma – vuole fare ciò che fa solitamente: pensare nuove cose, programmare, ricordarsi avere fantasie. Portare la propria attenzione al respiro ferma la mente e fa emergere un nuovo sapere che non è fatto solamente di pensieri.
Sensazioni ed emozioni diventano importanti, quanto il pensiero. Il pensiero comincia a confrontarsi con queste che raggiungono – grazie al silenzio e alla calma – un nuovo livello di “realtà” ed evidenza. Si realizza, poco alla volta, che sensazioni ed emozioni giocano un grande ruolo nella nostra vita – e che spesso ignoriamo la loro presenza e la loro forza. Presi dalla fretta e rapiti da un’attività di pensiero estenuante ci troviamo anche senza volerlo a vivere nella testa e lontano dai nostri desideri.
Sederci ci aiuta a rimettere in gioco le nostre emozioni e i nostri desideri. Non è qualcosa che avviene durante la meditazione, è piuttosto qualcosa che cresce gradualmente nella nostra vita quotidiana. La meditazione seduta (come la meditazione camminata) è solo uno esercizio, una sorta di allenamento, che ha un risultato nella vita. Questo risultato è la consapevolezza, l’esperienza interiore di una maggiore stabilità, una maggiore chiarezza del pensiero e una maggiore disponibilità verso le persone che ci stanno accanto.
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