Lo stress europeo e il mio stress

L’anno scorso è passata una legislazione relativa allo stress lavoro-collegato (D.L. 81/2008), che impone alle aziende italiane di valutare – attraverso opportune misurazioni –  il livello di rischio a cui ogni lavoratore è sottoposto nello svolgimento delle proprie mansioni. Sulla scorta della legislazione europea di riferimento lo stress è stato così individuato come una fonte di rischio reale per la salute e la sicurezza di ogni lavoratore. Nel decennio precedente erano pervenute chiare indicazioni da parte della Comunità Europea secondo le quali l’aumento dello stress era un’inevitabile conseguenza dei grandi cambiamenti che stavano avvenendo nel terziario. A partire da fine anni ‘90 le aziende avevano diminuito i loro organici, stimolando l’outsourcing di servizi e  riorganizzandosi in modo da appiattire gli organigrammi. In questo scenario i lavoratori si sono trovati inseriti in contesti aziendali sempre più informatizzati, a giocare ruoli aziendali sempre meno definiti e per i quali erano richieste competenze nuove (comunicazione, presentazione, leadership, lavoro di gruppo). In aggiunta i salari negli stessi anni sono andati al ribasso, svincolandosi dai paletti imposti dalle contrattazioni sindacali o di categoria.

Questi grandi cambiamenti hanno effetti reali sullo stress “percepito” a livello individuale, qui-e-ora, localmente nella mia azienda. In una logica di grandi numeri questi cambiamenti di sistema organizzativo  fan si che l’ambiente reale in cui lavoriamo oggi possa essere “statisticamente” maggiormente esposto a rischio: c’è stato un deterioramento generale delle condizioni di lavoro che rende più probabile il fatto che io sia stressato. Ma individualmente come reagisco a questa situazione? Quale influenza posso avere io sul mio livello di stress personale (indipendentemente dai trend internazionali, europei, nazionali, regionali etc…)? E’ una domanda a cui si può dare risposta solo portando avanti un’azione locale, personale di riduzione dello stress.  Ci si potrebbe trovare stupiti di fronte alla scoperta che molto, o parte, del nostro stress dipende esclusivamente da noi stessi. I grandi numeri e i trends macro, magari, potrebbero assumere le proporzioni di una variabile strettamente personale e locale diventando una preoccupazione personale, l’eco di questi fastidiosi pensieri dentro la nostra testa.

Liberamente riproducibile, Creative Commons non commerciale – non opere derivate

Questo articolo è stato pubblicato in stress e ha le etichette , , , , , . Aggiungi ai preferiti: link permanente. Scrivi un commento o lascia un trackback: Trackback URL.

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I Campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

  • Contatti

    Piergiulio Poli
    IO chiocc. CAMBIODENTRO punto IT
    Cell. (+39) 327.6640527
    PIVA 10247640013

  • Untitled Document RSS di Cambiodentro.it