Quando ho incontrato il libro La coda lunga di Chris Anderson (direttore di Wired) ho preso in considerazione l’ipotesi che non si trattasse semplicemente di un testo di economia applicata al mondo di internet. Ad una prima lettura il libro parla di come sono nati i fenomeni Amazon e Google, meglio, di come queste imprese commerciali siano diventate sostenibili e addirittura fiorenti nel giro di pochi anni. Il cuore della questione è che queste imprese, attraverso internet, aggregano grandissime quantità di clienti con gusti e bisogni estremamente specifici e specializzati. Non esiste grande magazzino che possa offrire tanta varietà ad una così multiforme platea di potenziali acquirenti: infatti Amazon non ha magazzino.

La coda lunga
Sembrerebbe arida economia, o peggio, un agevole trattato che appoggia l’indiscriminata movimentazione dei beni attorno al globo, con relativo negativo impatto ambientale. Leggendo l’ultima parte mi sono accorto che il libro parla del mondo che viviamo e sperimentiamo ogni giorno. In questo nostro mondo hanno sempre più valore le esperienze individuali, singolari, specifiche. Non sto parlando di valore economico (come afferma Chris Anderson), ma di valore in senso più generale. L’esperienza e la conoscenza individuale, limitata e specifica, sta gradualmente prendendosi una rivincita sulle grandi teorie, che dall’alto, spiegano tutto. Ci troviamo immersi in un mondo in cui la gente della strada assaggia e sperimenta ciò che sta attorno con i propri sensi e con la propria testa, decide per sé – in modo meno automatico. I sociologi chiamano questo fenomeno la crescita dell’agency, ovvero della capacità degli individui di darsi un proprio specifico orientamento, dei valori propri, non necessariamente condivisi da tutta una società ma solo da segmenti limitati di questa.
Il cambiamento che stiamo vivendo, quello della diffusione dell’agency, è diventato esperienza comune per ampie porzioni della nostra società da almeno 40 anni. Siamo sempre più specifici ed individui, più soli, ma invogliati a prenderci cura di noi in modo sempre più specifico. Il counseling si affianca ad altre forme più diffuse di “cura di sé”, psicologiche, psichiatriche, artistiche, sociali, comunitarie… E’ una nuova forma, un’altra affermazione della forza del particolare che aggiunge ricchezza al panorama delle pratiche disponibili a una persona che desideri capire chi è e come può, eventualmente, cambiare.
Liberamente riproducibile, Creative Commons non commerciale – non opere derivate

La coda lunga: la forza del particolare
Quando ho incontrato il libro La coda lunga di Chris Anderson (direttore di Wired) ho preso in considerazione l’ipotesi che non si trattasse semplicemente di un testo di economia applicata al mondo di internet. Ad una prima lettura il libro parla di come sono nati i fenomeni Amazon e Google, meglio, di come queste imprese commerciali siano diventate sostenibili e addirittura fiorenti nel giro di pochi anni. Il cuore della questione è che queste imprese, attraverso internet, aggregano grandissime quantità di clienti con gusti e bisogni estremamente specifici e specializzati. Non esiste grande magazzino che possa offrire tanta varietà ad una così multiforme platea di potenziali acquirenti: infatti Amazon non ha magazzino.
La coda lunga
Sembrerebbe arida economia, o peggio, un agevole trattato che appoggia l’indiscriminata movimentazione dei beni attorno al globo, con relativo negativo impatto ambientale. Leggendo l’ultima parte mi sono accorto che il libro parla del mondo che viviamo e sperimentiamo ogni giorno. In questo nostro mondo hanno sempre più valore le esperienze individuali, singolari, specifiche. Non sto parlando di valore economico (come afferma Chris Anderson), ma di valore in senso più generale. L’esperienza e la conoscenza individuale, limitata e specifica, sta gradualmente prendendosi una rivincita sulle grandi teorie, che dall’alto, spiegano tutto. Ci troviamo immersi in un mondo in cui la gente della strada assaggia e sperimenta ciò che sta attorno con i propri sensi e con la propria testa, decide per sé – in modo meno automatico. I sociologi chiamano questo fenomeno la crescita dell’agency, ovvero della capacità degli individui di darsi un proprio specifico orientamento, dei valori propri, non necessariamente condivisi da tutta una società ma solo da segmenti limitati di questa.
Il cambiamento che stiamo vivendo, quello della diffusione dell’agency, è diventato esperienza comune per ampie porzioni della nostra società da almeno 40 anni. Siamo sempre più specifici ed individui, più soli, ma invogliati a prenderci cura di noi in modo sempre più specifico. Il counseling si affianca ad altre forme più diffuse di “cura di sé”, psicologiche, psichiatriche, artistiche, sociali, comunitarie… E’ una nuova forma, un’altra affermazione della forza del particolare che aggiunge ricchezza al panorama delle pratiche disponibili a una persona che desideri capire chi è e come può, eventualmente, cambiare.
Liberamente riproducibile, Creative Commons non commerciale – non opere derivate
