Contatti
Piergiulio Poli
IO chiocc. CAMBIODENTRO punto IT
Cell. (+39) 327.6640527
PIVA 10247640013
Articoli
-
-
Articoli recenti
- La teoria paradossale del cambiamento
- Empowerment: l’attenzione al gruppo
- Consapevolezza del cambiamento
- Semplicemente stare
- Credere nel presente
- La sindrome da Excel: l'aspettativa del cambiamento
- Fare nulla: il processo corporeo
- Depressione
- Counseling: Imparare nuove attitudini
- Cosa significa sostenere
- Counseling e ricollocazione
- Il cappello aziendale
- “Psychiatry in a new key” di Fritz Perls
- Storia della follia italiana (online)
- Il corpo mulo
Parole chiave
agency ansia anti-marketing architettura Assoggettamento attenzione attitudine autosostegno azione bisogno cambiamento cappello aziendale Chris Anderson comportamento comunità consapevolezza corpo coscienza counseling cura di sè depressione emozione Freud Fritz Perls gestalt gestalt counseling lavoro marketing meditazione Michel Foucault Mindfulness organizzazione promozione psicologia psicoterapia qui-e-ora rallentamento riduzione dello stress scelta segni dello stress sostegno stress ted terapia vipassana
Tre passi per ridurre lo stress
La parola stress è diventata di uso comune, spesso sentiamo amici o colleghi dire “oggi sono stressato” oppure “tu mi stressi”. Dietro alla parola stress si possono nascondere vissuti molto diversi, dalla semplice irritazione per comportamenti e abitudini (nostre o di altri) fino al senso di rifiuto in cui entriamo quando siamo in contatto con qualcosa di molto spiacevole. Quando ci soffermiamo a valutare cosa sta dietro alla parola stress, ci accorgiamo che spesso la usiamo come una “scusa” oppure come una sorta di lamentela. Questo aspetto della mia vita o questa persona non mi piace, non mi fa bene e quindi dico che mi stressa.
In definitiva la parola stress è una spiegazione che ci diamo molto rapidamente, è una sorta di riassunto concettuale di sensazioni corporee e pensieri – per la maggior parte spiacevoli – non ancora ben presenti alla nostra coscienza. Quando nella nostra mente e nel nostro corpo affiorano quelle sensazioni e quei pensieri spiacevoli, immediatamente diamo a noi stessi lil messaggio “sono stressato”: così facendo evitiamo di stare con la nostra irritazione e con la tensione. La parola stress, per noi, spiega sufficientemente bene cosa sta succedendo. Giunti a questa “spiegazione” (sono stressato) spesso mettiamo fine a ogni forma di approfondimento, ad ogni ulteriore ascolto di noi stessi. Ci accontentiamo di sapere di essere stressati, che qualcosa nel mondo là fuori (o dentro di noi) ci fa sentire male.
Il primo passo per ridurre il proprio livello di stress è non fermarsi alla parola stress. Non dobbiamo cadere nella trappola di fermarci al dire “sono stressato” senza ulteriormente indagare cosa crea quello stress e come quello stress agisce su di noi. Spesso ci fermiamo in una situazione osservativa rispetto allo stress: ci sentiamo male e l’unica cosa che facciamo è dire “oddio come sono stressato”. E’ questa la trappola in cui cade anche chi si lamenta continuamente dello stress, come se il semplice ripetere che si è stressati potesse veramente mettere fine alle reali circostanze della vita che ci creano disagio.
Il secondo passo è darsi il tempo di ascoltare i segni dello stress. Quanto sono forti quei segni? Quando e come la forza di quei segni si intensifica? Siamo di fronte ad uno stress temporaneo (“passeggero”) oppure il nostro stress ci invita a fare dei cambiamenti drastici nella nostra vita? Ci siamo messi in una situazione che ci crea stress? Cosa ricavo dall’essere stressato o dal dire a me (e agli altri) che sono stressato? Invece di ricorrere rapidamente al concetto di stress come ad una spiegazione, possiamo scegliere di essere curiosi rispetto a ciò che gli effetti dello stress ci vogliono dire. Stare in ascolto – diventare più consapevoli - richiede coraggio perchè chi lo fa si mette in discussione: mette in discussione i propri pensieri a favore di ciò che sente. Il risultato dell’ascolto (e del coraggio) è il dischiudersi graduale del significato del proprio stress, delle proprie reazioni ad eventi spiacevoli.
Il terzo passo per ridurre il proprio livello di stress è prendere delle decisioni rispetto a ciò che ci crea stress. Una volta che si è stati in ascolto e che si è imparato a capire – con la testa e con il corpo – ciò che causa stress nella nostra vita, come usiamo la parola stress, oppure le situazioni che ci stressano, possiamo decidere liberamente di fare delle azioni che riducono il nostro livello di stress. A seconda dell’intensità del proprio desiderio di ridurre lo stress e a seconda della situazione di vita in cui ogni persona si trova, si possono apportare – piccoli o grandi – cambiamenti nel proprio lavoro o nella propria vita privata. L’entità e il tipo di cambiamento dipende esclusivamente dalla sensibilità che una persona acquisisce ponendosi in ascolto del proprio stress.
Al termine del processo si può osservare come lo stress fosse una “saggia indicazione” da parte del nostro corpo e delle nostre sensazioni che, attraverso l’ascolto e la consapevolezza, ci ha permesso di “aggiustare” in modo favorevole certi aspetti stancanti, spiacevoli o ansiogeni della nostra vita.
Liberamente riproducibile, Creative Commons non commerciale – non opere derivate
