Scritto da Piergiulio | Pubblicato: 18 gennaio 2010
Durante il normale svolgersi della vita quotidiana la nostra mente produce una enorme quantità di pensieri, emozioni, aspettative ed impulsi all’azione – la maggior parte dei quali sono completamente inconsci. Tutto quello che la nostra mente produce, che ci permette di vivere, lavorare e amare è per la maggior parte costituito da processi per lo più nascosti; solo quando durante un’impegnativa giornata ci fermiamo un attimo, per riposarci, ci accorgiamo di quanto abbiamo pensato, “sentito” e fatto. Ci accorgiamo di aver navigato, magari per lunghe ore, con il pilota automatico (una bella espressione di Jon Kabat-Zinn): abbiamo detto, visto, fatto, guidato, parlato, contrattato, riso etc… senza veramente esserci momento per momento. Abbiamo vissuto in superficie per la maggior parte di quegli istanti, accomodandoci alla meglio all’interno di meccanismi collaudati.
La meditazione di qualsiasi tipo o tradizione serve a staccare il pilota automatico. E’ di per sè un piccolo esercizio quotidiano che ci mette direttaemente a contatto con i nostri pensieri, le nostre emozioni i nostri impulsi all’azione nel momento stesso in cui avvengono, nel qui-e-ora. La meditazione è un processo che richiede l’immobilità e la lentezza: queste sono condizioni che, soprattutto all’inizio di un percorso di consapevolezza, aiutano ad essere in contatto con ciò che è presente nella nostra mente (e nel nostro corpo) dissuadendoci dall’inserire il “solito” pilota automatico. Occorre molta pratica per estendere la consapevolezza alla vita quotidiana e per mantenerci svegli e presenti durante una impegnativa giornata.
La meditazione da questo punto di vista è un piccolo laboratorio quotidiano nel quale entriamo in contatto con ciò che succede quando siamo semplicemente vivi, presenti a noi stessi, al nostro corpo e alla nostra mente. Verifichiamo il funzionamento della nostra mente un po’ come facevano i vecchi meccanici, ascoltando il motore dell’auto al minimo dei giri senza sottoporlo ad alcuno sforzo. Meditare è un po’ come mettersi parcheggiati per qualche significativo istante ed ascoltare il minimo della nostra mente, il ticchettare dei suoi pensieri, l’emergere e lo sparire di emozioni, sensazioni ed impulsi all’azione. Così nel fare nulla, vediamo come funziona il tutto che siamo noi, ci assestiamo al grado zero del nostro funzionamento personale, “al minimo dei giri”. Con la pratica costante si può acquisire familiarità con questo ascolto e portarlo, gradualemente, nel resto della nostra vita.
Il grado zero della vita quotidiana
Durante il normale svolgersi della vita quotidiana la nostra mente produce una enorme quantità di pensieri, emozioni, aspettative ed impulsi all’azione – la maggior parte dei quali sono completamente inconsci. Tutto quello che la nostra mente produce, che ci permette di vivere, lavorare e amare è per la maggior parte costituito da processi per lo più nascosti; solo quando durante un’impegnativa giornata ci fermiamo un attimo, per riposarci, ci accorgiamo di quanto abbiamo pensato, “sentito” e fatto. Ci accorgiamo di aver navigato, magari per lunghe ore, con il pilota automatico (una bella espressione di Jon Kabat-Zinn): abbiamo detto, visto, fatto, guidato, parlato, contrattato, riso etc… senza veramente esserci momento per momento. Abbiamo vissuto in superficie per la maggior parte di quegli istanti, accomodandoci alla meglio all’interno di meccanismi collaudati.
La meditazione di
qualsiasi tipo o tradizione serve a staccare il pilota automatico. E’ di per sè un piccolo esercizio quotidiano che ci mette direttaemente a contatto con i nostri pensieri, le nostre emozioni i nostri impulsi all’azione nel momento stesso in cui avvengono, nel qui-e-ora. La meditazione è un processo che richiede l’immobilità e la lentezza: queste sono condizioni che, soprattutto all’inizio di un percorso di consapevolezza, aiutano ad essere in contatto con ciò che è presente nella nostra mente (e nel nostro corpo) dissuadendoci dall’inserire il “solito” pilota automatico. Occorre molta pratica per estendere la consapevolezza alla vita quotidiana e per mantenerci svegli e presenti durante una impegnativa giornata.
La meditazione da questo punto di vista è un piccolo laboratorio quotidiano nel quale entriamo in contatto con ciò che succede quando siamo semplicemente vivi, presenti a noi stessi, al nostro corpo e alla nostra mente. Verifichiamo il funzionamento della nostra mente un po’ come facevano i vecchi meccanici, ascoltando il motore dell’auto al minimo dei giri senza sottoporlo ad alcuno sforzo. Meditare è un po’ come mettersi parcheggiati per qualche significativo istante ed ascoltare il minimo della nostra mente, il ticchettare dei suoi pensieri, l’emergere e lo sparire di emozioni, sensazioni ed impulsi all’azione. Così nel fare nulla, vediamo come funziona il tutto che siamo noi, ci assestiamo al grado zero del nostro funzionamento personale, “al minimo dei giri”. Con la pratica costante si può acquisire familiarità con questo ascolto e portarlo, gradualemente, nel resto della nostra vita.
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