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La mente ragno
Cos’è la meditazione: coscienza dell’oggetto, attenzione, consapevolezza
La scoperta principale – se così si può dire – del buddismo e delle pratiche meditative è che le nostre percezioni, sensazioni, pensieri ed emozioni – in una sola parola gli oggetti della nostra coscienza- sono in continuo cambiamento. La coscienza è sempre “coscienza di” un oggetto, e questi oggetti mutano costantemente. La mente soffre di questo continuo mutamento incessante degli oggetti, per sua inclinazione naturale lei si aspetta che tutto ciò che accade sia il più possibile fisso ed immutabile.
Si medita per fare esperienza in prima persona di questo costante mutamento che ci crea dolore e insoddisfazione – per accettare intimamente il mutamento e superare il dolore. In questo senso la meditazione è una sorta di laboratorio sperimentale in cui, per un certo tempo, osserviamo il mutare degli oggetti della nostra attenzione.
Una famosa metafora di un saggio buddhista parla di un ragno che si muove freneticamente all’interno delle sua tela. Il ragno si muove incessantemente sopra la sua tela attratto da ogni oggetto che ci finisce dentro. Il ragno è la coscienza che è attratta ed agitata in ogni momento dagli oggetti a cui pone attenzione. Come il ragno si muove incessantemente verso i suoi oggetti di interesse così la mente porta la sua attenzione verso un suono che sta là fuori o vero una sensazione. Questo movimento è per lo più fatto in automatico senza scelta volitiva da parte del soggetto: un suono si trasmette attraverso l’aria e raggiunge il nostro orecchio, automaticamente la nostra attenzione va a quel rumore.
La meditazione è portare attenzione a questi movimenti della nostra attenzione e diventarne sempre più consapevoli: l’obiettivo della meditazione è aumentare il proprio grado di consapevolezza. La consapevolezza da questo punto di vista significa stare interiormente fermi-calmi-in pace ed osservare il cambiamento, ma è anche osservare i nostri automatismi di pensiero, le nostre emozioni e il modo in cui la mente si aggrappa a questi oggetti di per sé intrinsecamente mutevoli.
Con la meditazione ci si accorge in prima persona di come la mente, per sua natura, tende a sfuggire a ciò che sta accadendo qui e ora, si aggrappa all’esperienza passata oppure proietta desideri nel futuro. Acquisire maggiore consapevolezza significa stare ad osservare e prendere nota di come la nostra mente (e il nostro “cuore”) funzionano. La decisione di intraprendere un’azione in conseguenza a queste nuove scoperte non è parte della meditazione, dipende dalla libera decisione individuale.
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