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	<title>Commenti a: Economia meditante</title>
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	<description>Counseling a Torino</description>
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		<title>Di: paolo cervelli</title>
		<link>http://www.cambiodentro.it/wp/2010/03/economia-meditante/comment-page-1/#comment-295</link>
		<dc:creator>paolo cervelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 12:28:34 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Pier,
i temi che hai affrontato sono interessantissimi e trovo che l’articoloso sia ben scritto ( soprattutto ben strutturato).
Se posso dare il mio contributo ai temi toccati, per quanto riguarda la (ir)razionalità nelle scelte di acquisto sottolineo la variabile della compulsività negli acquisti ed il fatto che per certi beni, quali l&#039;abbigliamento, la motivazione all&#039;acqusito non ha più alcuna relazione col bisogno primario da soddisfare, bensì risponde solo a stimoli emozionali ( ci sono certi negozi che  sembrano delle discoteche!!) ed alla soddisfszione di ben altri bisognoi non sempre consapevolmente percepiti (soprattutto dai consumatori adolescenti).
Altro tema correlato che trovo interessantissimo è la profonda e quasi mai esplicitata relazione tra consumo e infelicità : tutti i direttori marketing sanno che le persone più sono infelici più consumano. Una persona felice o quanto meno serena, non ha bisogno di molte cose, proprio perchè sono poche le lacune che deve colmare ( Socrate disse un giorno mentre guardava le ricche bancarelle di un mercato : &quot; è incredibile la quantità di cose di cui posso fare a meno!! &quot;) La gente felice non consuma, e questo è un grosso problema per le nostre società capital-consumistiche! 

Sul tema della dominanza dell&#039;appetito a  consumare memorie del passato
ritengo che la tendenza delle persone a mitizzare il passato (... quando ero giovane, ... ai miei tempi...) e a ricordarselo ( sbagliando) come un tempo migliore di quello presente, derivi dalla incapacità di collocarsi nel qui ed ora, anche perchè questo esercizio richiede una presa di consapevolezza della realtà senza ambiguità e compromessi e molto pochi possiedono gli strumenti e le categorie psicologiche per affrontare questo passaggio.

Sul tema della misurazione della felicità ho letto che l&#039;attuale governo inglese introdurrà l&#039;indicatore &quot;FIL&quot; : Felicità Interna Lorda , che darà una misura del livello della felicità del paese ( rimane forse da dirimere il punto relativo al concetto di felicità reale o percepita...)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Pier,<br />
i temi che hai affrontato sono interessantissimi e trovo che l’articoloso sia ben scritto ( soprattutto ben strutturato).<br />
Se posso dare il mio contributo ai temi toccati, per quanto riguarda la (ir)razionalità nelle scelte di acquisto sottolineo la variabile della compulsività negli acquisti ed il fatto che per certi beni, quali l&#8217;abbigliamento, la motivazione all&#8217;acqusito non ha più alcuna relazione col bisogno primario da soddisfare, bensì risponde solo a stimoli emozionali ( ci sono certi negozi che  sembrano delle discoteche!!) ed alla soddisfszione di ben altri bisognoi non sempre consapevolmente percepiti (soprattutto dai consumatori adolescenti).<br />
Altro tema correlato che trovo interessantissimo è la profonda e quasi mai esplicitata relazione tra consumo e infelicità : tutti i direttori marketing sanno che le persone più sono infelici più consumano. Una persona felice o quanto meno serena, non ha bisogno di molte cose, proprio perchè sono poche le lacune che deve colmare ( Socrate disse un giorno mentre guardava le ricche bancarelle di un mercato : &#8221; è incredibile la quantità di cose di cui posso fare a meno!! &#8220;) La gente felice non consuma, e questo è un grosso problema per le nostre società capital-consumistiche! </p>
<p>Sul tema della dominanza dell&#8217;appetito a  consumare memorie del passato<br />
ritengo che la tendenza delle persone a mitizzare il passato (&#8230; quando ero giovane, &#8230; ai miei tempi&#8230;) e a ricordarselo ( sbagliando) come un tempo migliore di quello presente, derivi dalla incapacità di collocarsi nel qui ed ora, anche perchè questo esercizio richiede una presa di consapevolezza della realtà senza ambiguità e compromessi e molto pochi possiedono gli strumenti e le categorie psicologiche per affrontare questo passaggio.</p>
<p>Sul tema della misurazione della felicità ho letto che l&#8217;attuale governo inglese introdurrà l&#8217;indicatore &#8220;FIL&#8221; : Felicità Interna Lorda , che darà una misura del livello della felicità del paese ( rimane forse da dirimere il punto relativo al concetto di felicità reale o percepita&#8230;)</p>
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		<title>Di: paolo cervelli</title>
		<link>http://www.cambiodentro.it/wp/2010/03/economia-meditante/comment-page-1/#comment-294</link>
		<dc:creator>paolo cervelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 12:07:13 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Pier, 
i temi che hai affrontato sono interessantissimi e trovo che l&#039;articoloso sia ben scritto ( soprattutto ben strutturato).
Se posso dare il mio contributo ai temi toccati, per quanto riguarda la  (ir)razionalità nelle scelte di acquisto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Pier,<br />
i temi che hai affrontato sono interessantissimi e trovo che l&#8217;articoloso sia ben scritto ( soprattutto ben strutturato).<br />
Se posso dare il mio contributo ai temi toccati, per quanto riguarda la  (ir)razionalità nelle scelte di acquisto</p>
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