Il corpo mulo

Donkey

“Il corpo-mulo deve essere magro, il corpo-mulo dev’essere forte, il corpo-mulo dev’essere un’eccellente praticante di yoga, il corpo-mulo deve apparire giovane, deve lavorare diciotto ore al giorno, deve aiutarmi a raggiungere i miei obiettivi. Non pensiamo che il nostro corpo possa essere più intelligente di ‘me’, del mio prezioso me-stesso, del mio ego conscio”.

Reggie Ray

Per cambiare possiamo invitarci a smettere di trattare il nostro corpo come un mulo, come un’animale che fa il lavoro pesante per noi, per la nostra testa e il nostro ego. Abbiamo tutti obiettivi e scopi nella vita, ma raramente il corpo è uno di quelli. Il nostro corpo deve fare il lavoro sporco, darci energia, sostenerci, dare gambe ai nostri sogni. E guai se no lo fa! Guai se ci da un mal di schiena proprio quando dovevamo fare quel colloquio di lavoro, se ci troviamo con la varicella proprio il giorno prima della tanto agognata vacanza. Il corpo ci si mette di mezzo, ci impedisce di fare quello che vorremmo, ciò che avevamo progettato di fare! In alcuni casi si può arrivare alla rabbia contro il corpo: perchè mi fai questo corpo-asinello? Perchè non mi sostieni? Non avevamo deciso che dovevamo fare questa cosa, per forza?

In alcuni casi, particolarmente reticenti di sordità al corpo, occorre una malattia, un affaticamento profondo, il male delle ossa con l’avanzare degli anni, l’attacco di panico, l’ansia o l’angoscia, magari un incidente per farci togliere i tappi dalle orecchie. E come abbiamo fatto ad ignorare quel pallore che avevamo sul viso? quei segni sotto gli occhi. La curva pesante delle nostra schiena non diceva già di per sè che eravamo stanchi?  E quella gioia e voglia di correre e cantare che ogni tanto ci prende, come dal nulla, da dove viene?

Ascolto e attenzione al corpo sono strade maestre del cambiamento, qualsiasi genere di cambiamento. Occorre focalizzare il nostro “udito” interiore ai muscoli, alla pancia, alle ossa, alle mani. Stare a sentire queste bistecche di carne che ci portiamo a spasso ogni secondo della nostra esistenza terrena. Stare a sentire e lentamente accorgersi della loro intelligenza specifica. Si, anche il corpo ha una sua intelligenza, evidente, saggia e per lo più ignorata ed inascoltata. E’ la curiosità al suo esistere accanto e dentro di noi che può spingere il nostro interesse a rivolgersi verso il corpo, all’esperienza di vivere nei nostri piedi e nelle nostre ossa qui e ora, in ogni istante.

Certo dal corpo possono venire sensazioni anche poco piacevoli: rigidità, dolore, tensione. Occorre osservare per un po’ anche queste esperienze solifidicate che sono nel nostro corpo, con umiltà – restituendo alla voce del corpo-asinello la  sua ‘ragione’. E’ un lavoro lento ma stimolante quello di stare ad ascoltare ciò che viene dal nostro corpo fermo o in movimento, lasciando che la ragione e l’ego vadano sullo sfondo. Con pazienza i nodi si sciolgono, le tensioni fanno spazio a mobilità e flessibilità del corpo oltre che della mente. Un piacere semplice, quotidiano e realissimo emerge all’attenzione di chi ha la pazienza e la costanza di mettere il corpo e le sue ‘esigenze’ tra le proprie priorità. Le priorità del corpo-mulo possono stare benissimo accanto alle priorità ed obiettivi della vita pensante, possono colorarsi l’una dell’altra senza causare stanchezza, scissione, fatica o giudizio. Anzi, a dirla tutta, ci può essere ehm… (quasi mi vergogno a dirlo) fluire e gioia.

Liberamente riproducibile, Creative Commons non commerciale – non opere derivate

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2 Commenti

  1. Eleonora
    Pubblicato 28 ottobre 2010 alle 22:23 | Link Permanente

    il corpo mulo! è proprio vero… Ci sono un paio di cose (contrazioni, allergie) che compaiono peridicamente e che non assecondo affatto. Il corpo asinello :-) è un’ottima immagine, fa presa sul mio “ego”, me lo ricorderò al primo torcicollo.

  2. Alberto
    Pubblicato 14 ottobre 2011 alle 09:51 | Link Permanente

    direi che devi proprio farlo il corso di lomi!

    :-)

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