Scritto da Piergiulio | Pubblicato: 24 maggio 2010
Con la crisi molte aziende decidono di creare degli scivoli di uscita per il personale dipendente. La riorganizzazione dei processi produttivi e le dinamiche di mercato possono creare le condizioni per cui ad un’azienda risulti economico licenziare un gruppo di dipendenti, fornendo una buona uscita e magari un percorso di formazione ad hoc. Percorsi personalizzati di accompagnamento ad una nuova vita lavorativa sono previsti per il management; a volte percorsi di riqualificazione sono presenti per i quadri o per quelle che una volta venivano chiamate “le maestranze”.
I processi di ricollocazione del personale aziendale possono risultare dolorosi e disorientanti per il singolo lavoratore, soprattutto se non tengono in considerazione la necessità di accompagnare l’ex dipendente in un reale processo di cambiamento. Questo cambiamento ha in sè i segni di un possibile miglioramento ed offre all’individuo una chance di vedere la propria vita professionale in un’ottica nuova. Potenzialmente OGNI outplacement è l’alba di una nuova vita; perchè i semi di questa nuova vita siano gettati occorre che la persona sia accompagnata a vedere il proprio potenziale, ad affrontare i timori e l’ansia inerente ad ogni momento di cambiamento.
Il counseling gestalt è un’approccio pratico-teorico di grande valore nei processi di ricollocazione per questi motivi:
- E’ un approccio per sua natura finalizzato a migliorare l’adattamento dell’individuo alla situazione attuale e all’ambiente
- Fornisce strumenti pratici per la gestione dell’ansia nel qui-e-ora, porta l’attenzione dei clienti sulla propria fisicità ed emozionalità
- Fa dell’emozione la vera chiave per accedere a nuovi modi di pensare e di vivere
- Offre alla persona strumenti per supportare se stesso e per trovare nell’ambiente persone e servizi che gli/le diano il supporto che non può venire da sè stesso
- E’ un buono strumento per raccogliere, raccontare e ri-strutturare la propria vita professionale e personale
- La gestalt ha un basso livello teorico e si basa sull’esperienza vissuta di trainer e clienti
- Mette l’accento sulla responsabilità personale nel trovare un buon adattamento alla situazione attuale
Counseling e ricollocazione
Con la crisi molte aziende decidono di creare degli scivoli di uscita per il personale dipendente. La riorganizzazione dei processi produttivi e le dinamiche di mercato possono creare le condizioni per cui ad un’azienda risulti economico licenziare un gruppo di dipendenti, fornendo una buona uscita e magari un percorso di formazione ad hoc. Percorsi personalizzati di accompagnamento ad una nuova vita lavorativa sono previsti per il management; a volte percorsi di riqualificazione sono presenti per i quadri o per quelle che una volta venivano chiamate “le maestranze”.
I processi di ricollocazione del personale aziendale possono risultare dolorosi e disorientanti per il singolo lavoratore, soprattutto se non tengono in considerazione la necessità di accompagnare l’ex dipendente in un reale processo di cambiamento. Questo cambiamento ha in sè i segni di un possibile miglioramento ed offre all’individuo una chance di vedere la propria vita professionale in un’ottica nuova. Potenzialmente OGNI outplacement è l’alba di una nuova vita; perchè i semi di questa nuova vita siano gettati occorre che la persona sia accompagnata a vedere il proprio potenziale, ad affrontare i timori e l’ansia inerente ad ogni momento di cambiamento.
Il counseling gestalt è un’approccio pratico-teorico di grande valore nei processi di ricollocazione per questi motivi:
- E’ un approccio per sua natura finalizzato a migliorare l’adattamento dell’individuo alla situazione attuale e all’ambiente
- Fornisce strumenti pratici per la gestione dell’ansia nel qui-e-ora, porta l’attenzione dei clienti sulla propria fisicità ed emozionalità
- Fa dell’emozione la vera chiave per accedere a nuovi modi di pensare e di vivere
- Offre alla persona strumenti per supportare se stesso e per trovare nell’ambiente persone e servizi che gli/le diano il supporto che non può venire da sè stesso
- E’ un buono strumento per raccogliere, raccontare e ri-strutturare la propria vita professionale e personale
- La gestalt ha un basso livello teorico e si basa sull’esperienza vissuta di trainer e clienti
- Mette l’accento sulla responsabilità personale nel trovare un buon adattamento alla situazione attuale
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