Scritto da Piergiulio | Pubblicato: 18 luglio 2010
Un processo di cambiamento si avvia effettivamente quando una persona affronta ciò che nella sua situazione di vita non gli piace. Affrontare significa non indiettreggiare, non fuggire, non raccontarsi delle storie. Trovarsi senza lavoro – per esempio – comporta situazioni di dolore, incertezza ed ansietà. La disoccupazione porta le persone a deprimersi (“non valgo più nulla”), ad irrigidirsi su posizioni di richiesta (“mi devono trovare un’altro lavoro, ora”) oppure a generare fantasie difficilmente realizzabili (“vado a stare in montagna…”). Stare significa prima di tutto accorgersi quando si fugge nella depressione o nei progetti impossibili; una volta “evitata la fuga” diventa posibile osservare la propria condizione con consapevolezza. Non si tratta di osservare con “distacco” (vedere la propria situazione come se ci si trovasse qualcun’altro), piuttosto è il contrario: si tratta di osservare con compassione gli stati d’animo che si alternano dentro il corpo e la mente in un periodo critico della nostra vita. Stare con ciò che c’è, diventare consapevoli dell’alternarsi di depressione e speranza, illusione e fantasia sino a raggiungere una maggior chiarezza e stabilità. Con l’accettazione dello stato dei fatti prende avvio la mobilitazione di (inaspettate) reali risorse.
Semplicemente stare
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