Consapevolezza del cambiamento

Cambiare significa sospendere gradualmente il confronto, che avviene a livello della mente, tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Tra ciò che vorremmo e ciò che abbiamo.  In altre parole significa sospendere il lavorio incessante della mente che ci porta a desiderare di essere qualcosa di differente da ciò che già siamo. L’opposizione di uno stato attuale ad uno stato ideale è di per sè un fattore di indebolimento del cambiamento. Più grande è il divario maggiore risulta la resistenza al cambiamento: gesti “liberatori” eclatanti non sortiscono risultati duraturi – una forte tensione verso il cambiamento auto-imposto viene annullata da un riflusso uguale ed opposto che ristabilisce infine lo status quo. Nessun cambiamento scaturisce dal solo esercizio della forza di volontà.

Il cambiamento avviene prontamente quando la volontà recede e spesso dà come risultato una situazione inattesa, nuova. Non si tratta solamente di “rimangiarsi l’ego”, di sottrarre energia alle proprie miserie narcisistiche. Il processo richiede una lenta integrazione degli aspetti più animali e sottili della nostra personalità. Un processo di avvicinamento e riconoscimento dei nostri bisogni animali, delle nostre emozioni e di tutte le condizioni fisiche e psichiche che ci rendono quello che siamo.

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