Il counseling serve a chiarire i propri bisogni attuali e ad intraprendere azioni che soddisfano questi bisogni. Quando una persona sa quali sono i propri bisogni ha molte più chances di mettere in atto comportamenti che danno soddisfazione a questi bisogni.
Se una persona non ha chiari i propri bisogni è probabile che cada nella depressione, nella tristezza o nel sentirsi vittima della situazione in cui si trova. Può essere che una persona spenda una grande quantità di energia, pensiero ed azione per soddisfare bisogni che in realtà non ha più, con il risultato di ri-trovarsi alla fine stanco, insoddisfatto e disorientato.
In altri casi le nostre azioni rispondono “in automatico” ai bisogni di altri (genitori, educatori, partners, datori di lavoro). In questo caso si manifestano rabbia, frustrazione, senso di impotenza, senso di colpa – emozioni con le quali è difficile convivere.
Ecco ciò di cui ho bisogno
Per “capire” ciò di cui una persona ha veramente bisogno non è sufficiente dialogare con sè stessi o con un’altra persona – per quanto saggia e ben disposta nei suoi confronti. Il pensiero si limita ad esplorare il mondo come già lo conosciamo e a fare ipotesi: potrei fare così, dire cosà, agire così. Perchè qualcosa di veramente nuovo possa entrare nella vita occorre porsi in ascolto delle sensazioni ed emozioni come sono sperimentate qui-e-ora.
In un percorso di counseling si impara a riconoscere i propri bisogni “dalla propria pancia”, portando attenzione alle proprie emozioni. Si riconosce l’importanza della testa accanto a quella dei segnali che provengono direttamente dal nostro corpo – veri e propri orientatori di un’azione nel mondo soddisfacente e libera.
Piergiulio Poli
Counselor Gestalt a Torino
cell: 327.6640527
email: io CHIOCC cambiodentro PUNTO it
Il counseling serve a chiarire i propri bisogni attuali e ad intraprendere azioni che soddisfano questi bisogni. Quando una persona sa quali sono i propri bisogni ha molte più chances di mettere in atto comportamenti che danno soddisfazione a questi bisogni.
In altri casi le nostre azioni rispondono “in automatico” ai bisogni di altri (genitori, educatori, partners, datori di lavoro). In questo caso si manifestano rabbia, frustrazione, senso di impotenza, senso di colpa – emozioni con le quali è difficile convivere.
Ecco ciò di cui ho bisogno
Per “capire” ciò di cui una persona ha veramente bisogno non è sufficiente dialogare con sè stessi o con un’altra persona – per quanto saggia e ben disposta nei suoi confronti. Il pensiero si limita ad esplorare il mondo come già lo conosciamo e a fare ipotesi: potrei fare così, dire cosà, agire così. Perchè qualcosa di veramente nuovo possa entrare nella vita occorre porsi in ascolto delle sensazioni ed emozioni come sono sperimentate qui-e-ora.
In un percorso di counseling si impara a riconoscere i propri bisogni “dalla propria pancia”, portando attenzione alle proprie emozioni. Si riconosce l’importanza della testa accanto a quella dei segnali che provengono direttamente dal nostro corpo – veri e propri orientatori di un’azione nel mondo soddisfacente e libera.