7 IDEE PER CHI NON SI TROVA NELLO SPECCHIO (NON SA COSA FARE DA GRANDE)

Trovare te stessa

Generalmente si pensa che trovarsi nello specchio sia il compito degli adolescenti e dei giovani. In quegli anni “si capisce” cosa uno vuole essere, fare, diventare. E in parte questo è anche vero: tra i 16 e i 24 che per la prima volta si deve dichiarare ai genitori, al mondo cosa si farà. Per la prima volta le persone attorno ad un giovane si aspettano che lei/lui diventi adult*, responsabile, con la testa sulle spalle, pront* a stare sulle sue gambe. Quello che ho scoperto nel mio lavoro è che quel cercarsi e trovarsi nello specchio succede molte volte nella vita di una persona che ha deciso di mantenersi viva, vitale e onesta con sé stessa. E ognuna di queste volte è importante quanto la prima. Ecco qui sotto alcuni punti per me importanti rispetto al processo di trovare sé stessi nello specchio.

1. Non succede tutto in una volta, per sempre

Molti genitori e molti figli hanno la convinzione che tra i 16 e i 24 si imposta la vita di una persona, il suo modo di vedere sé stess*, la sua carriera. È una convinzione che mette sotto grande pressione sia i genitori che i figli. I genitori sentono che in quel periodo si gioca tutto e si fanno travolgere dalle loro aspettative, per di più quando i figli sono spesso in ribellione o si sono fisiologicamente allontanati da loro. Per i figli, anche se spesso la negano, la pressione di fare la scelta giusta si fa sentire e a volte da luogo ad attacchi di panico, comportamenti reattivi o fuori dalle righe.

2. Non si tratta solo di lavoro

Pare che una persona si trovi nello specchio quando ha un lavoro e sceglie una carriera. In verità trovarsi nello specchio non riguarda solamente il lavoro. La professione è solo una delle tante cose che devono stabilizzarsi, almeno per un po’. Nell’adolescenza vera o prolungata i giovani incontrano la differenziazione dal gruppo di amici stretti, la creazione di relazioni romantiche, la sessualità, la domanda del senso della propria vita che in questi mesi sta tornando fortemente negli studi di psciologia.

3. Nello specchio ci si sente (non ci si vede)

Il nostro linguaggio ci abitua a pensare che nello specchio ci si debba vedere, che i nostri pensieri si riappacifichino con noi stessi. Ecco mi sono trovat*, ora mi vedo. I miei clienti vengono da me per imparare a sentire le emozioni, a dargli il peso che meritano. Le emozioni sono informazioni basilari sul modo in cui io vivo e faccio esperienza del mondo, non posso ignorarle, dissimularle, metterle sotto il tappeto, fargli dire cose che non dicono. Le emozioni che provo mi dicono come sto io con le cose che mi accadono, con le persone che incontro e con le situazioni che vivo quotidianamente.

4. Ritrovarsi tutta la vita

Le persone che mangiano la vita, che se la gustano non restano uguali: si perdono e si ritrovano. Le attività e le persone con le quali viviamo l’avventura della vita cambiano; e questo cambiamento avviene in parte indipendentemente da noi e in parte proprio grazie ai nostri sforzi, alla nostra vitalità applicata al mondo. Ogni tanto ci si perde, non ci si vede più nello specchio, occorre fare il punto, aggiornarsi come dice il mio amico Luca Rivetti.

5. Fare, non (solo) pensare

Quando a 16, 23, 48, 63 anni una persona (io pure) non si trova nello specchio sente di non esser più quell* di prima, si trova a fare cose in automatico senza esserci veramente dentro, si ritrova chi in ansia, chi frustrat*, chi arrabbiat*. E’ l’emozione che ci segnala che c’è un cambiamento da fare. E di cambiamento si deve trattare, può essere anche un cambiamento “di idea” o “di prospettiva” ma questo cambiamento può provenire solo da delle prove fatte con altre persone reali, in situazioni reali. Il cambiamento viene da prendersi rischi.

6. Prenditi qualche rischio

Se non rischi non cambi. Se non cambi non ti trovi nello specchio. Se non ti trovi nello specchio vivi frustrat*, sfuocat*, pieno di dubbi su chi sei e chi vuoi essere con gli altri. A un certo punto se vuoi vederti inter* davanti allo specchio qualche rischio devi prendertelo. Anche quello di scoprire pezzi di te che non ti piacciono e che non vuoi più. Se non vedi queste parti di te, non ti prendi il rischio di vederti un po’ di più come sei, intier* nella spazio. Niente di più vitale di prendersi il rischio di lasciar andare qualche pezzo di te che ha fatto la muffa, si aspetta qualche trofeo o che dorme.

7. E’ tutto qui

Margherita non lo sa che la vita è tutta qua e continua a non trovarsi nello specchio”. Quando pensiamo al mestiere di trovarci nello specchio pensiamo che sia un processo difficile, che richiede sforzi eroici, rivoluzioni, smottamenti della nostra anima, dichiarazioni di intenti, guerre, fatica. Invece ho visto che si tratta di prenderla più bassa. Molto più bassa, e ancora cerco di prenderla più bassa. Ci si ritrova nello specchio quando ci si ingaggia nell’orto, nei pannolini sporchi, si parla con una persona sconosciuta, si accettano le piccole offese quotidiane, si riparano i piccoli torti, si mangia la torta con Laura.

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